Il Tempio di Serapide sul Quirinale.

Sul Colle Quirinale, nella VI Regio, i resti del grandioso Tempio di Serapide sono ancora visibili sul lato destro dei Giardini Colonna o in un cortile dell’Università Gregoriana.

Fatto edificare da Caracalla, il tempio, circondato da portici, sorgeva su un terrazzamento situato al margine della collina, occupando un’area di circa 13230 mq. Una imponente scalinata fungeva da accesso monumentale, permettendo di superare il dislivello con il Campo Marzio. Citato nei Cataloghi Regionari e nella Historia Augusta, è stato possibile ricostruirne la pianta attraverso alcuni disegni rinascimentali, eseguiti quando l’edificio era in uno stato di conservazione notevolmente migliore. Il modello architettonico a cui faceva capo questo maestoso edificio romano (uno dei templi più grandi della città) era il Serapeo di Alessandria, ammirato da Caracalla nel corso del suo viaggio in Egitto: anche in questo caso, infatti, il tempio – circondato da un portico – sorgeva su una collina.

Alla decorazione del tempio di Serapide sul Quirinale sono attribuibili le due statue di fiumi (il Tevere e il Nilo) collocate in Piazza del Campidoglio, alla base della rampa di scale che sale al Palazzo Senatorio. Ed ancora oggi si dibatte sull’appartenenza all’apparato decorativo del Tempio delle due enormi statue dei Dioscuri ora in Piazza del Quirinale. Il rapporto tra Serapide e i Dioscuri, infatti, è testimoniato da alcune gemme conservate al Pergamonmuseum di Berlino, nelle quali il Dio è raffigurato seduto in trono con, al suo fianco, i due gemelli.

La statuetta del Diio Horus in forma di falco conservata presso l'area archeologica del Vicus Caprarius.
La statuetta del Diio Horus in forma di falco conservata presso l’area archeologica del Vicus Caprarius.

Nella terza sezione dell’antiquarium dell’area archeologica del Vicus Caprarius, è conservata una statuetta raffigurante il Dio Horus in forma di falco, tipico esemplare di arte egittizzante, prodotto in ambito urbano su imitazione degli originali di età faraonica e tolemaica. Particolare è l’utilizzo del marmo lunense al posto del basalto o del granito, materiali lapidei generalmente utilizzati per questi prodotti scultorei. Il contesto di origine è senza dubbio un luogo di culto di divinità egiziane, e potrebbe essere identificato proprio con il Tempio di Serapide sul Quirinale.

Bibliografia:

F. Coarelli, Collis. Il Quirinale e il Viminale nell’antichità. Quasar, 2014.

F. Coarelli, Guida Archeologica di Roma. Laterza, 2008.

A. Insalaco, La Città dell’Acqua, archeologia sotterranea a Fontana di Trevi. Electa, 2003.

S. Ensoli, E. La Rocca, Aurea Roma. Dalla città pagana alla città cristiana. 2000.

Focus a cura di Silvia Coletta.

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